JOHN COLTRANE – A LOVE SUPREME

JOHN COLTRANE – A LOVE SUPREME

BRANI:

  1. Part 1: Acknowledgement – 7:47
  2. Part 2: Resolution – 7:22
  3. Part 3: Pursuance – 10:45
  4. Part 4: Psalm – 7:08

MUSICISTI:

John Coltrane – Sassofono
Jimmy Garrison – Contrabbasso
Elvin Jones – Batteria
McCoy Tyner – Pianoforte

Registrato il 9 dicembre 1964 nei Van Gelder Studios Engelwood Cliffs (New York) per L’etichetta Impulse Record.

A Love Supreme, oltre ad essere considerato il capolavoro di John Coltrane, è uno dei più importanti dischi di tutta la storia del jazz e ha finito per influenzare moltissimi musicisti, anche al di fuori dei confini dello specifico genere.
Il lavoro è frutto di una lunga gestazione da parte di Coltrane, che affonda le radici nella parte piu mistica e spirituale del musicista. E’ una sorta di ringraziamento, un atto di amore verso dio e la vita, che scaturisce anche dal superamento di Coltrane di quelle difficoltà legate alla dipendenza dall’eroina, che lo avevano condizionato pesantemente per buona parte degli anni 50.
Le sedute di registrazione hanno luogo nei mitici studi di registrazione di Rudy Van Gelder, e la formazione è il mitico quartetto con Garrison Jones e Tyner che accompagnerà Coltrane per tutto il periodo migliore della sua carriera.
Coltrane entrò in studio di registrazione insieme al suo quartetto avendo scritto solo delle bozze dei pezzi di ogni sezione della suite, confidando nel fatto che sarebbe stato il gruppo stesso a svilupparne i temi con l’ausilio dell’improvvisazione e dell’ispirazione del momento. Il modo in cui Coltrane preparò i suoi collaboratori fu figlio della scuola di Miles Davis.L’album è strutturato come una suite in quattro parti. Viene inteso come un album spirituale, che rappresenta la personale lotta per la purezza dell’artista. Sono quattro movimenti: Acknowledgement (“ringraziamento” ma anche “ammissione”), Resolution (“risoluzione”, “riconoscimento”), Pursuance (“conseguimento”), e Psalm (“salmo”, “preghiera”) dedicati a dio con un’intensità profonda e un’ispirazione fortissima, dall’ammissione iniziale con la frase di sassofono che si tramuta in una vera e propria enunciazione verbale di questo “amore supremo” verso un’entità soprannaturale ispiratrice, al salmo finale, sorta di ringraziamento in forma di preghiera assoluta. La quarta traccia, Psalm, è anche la “lettura” con il sassofono di una poesia dello stesso Coltrane inclusa nelle note di copertina, un movimento improvvisato sulla base del contenuto sillabico della stessa.
Da questo disco partirà la fase piu mistica e visionaria di Coltrane che anche grazie al clamoroso successo di vendite (500.000 copie) ne faranno uno dei dischi piu importanti e conosciuti.
Descrivendo l’impressione ricevuta ascoltando l’esecuzione della suite da parte di Coltrane al festival jazz di Antibes nel ’65, il critico Jean Louis Camolli scrisse: «…senza dubbio il jazz non è stato mai portato a un tale punto di esaltazione, l’improvvisazione così vicino al delirio e la bellezza tanto vicino alla mostruosità, che è la perfezione sovrumana. Musica non celeste, ma infernale, in cui l’amore di Dio è la morte dell’uomo. In questo senso si deve parlare di vero misticismo a proposito di questo canto di gioia per mezzo della sofferenza, di serenità attraverso la follia e di bellezza per il tramite del terrore…»